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Visualizzazione dei post da aprile, 2006

Kafka

Stira le gambe e trema perché nulla sarà mai come prima, nel tuo letto di rose ora dimora insetticida. Senti il corpo perdere la sua forma  per scivolare lento nel nulla. Sono le tue languide note a soffocare le mie giornate. Ora chiudi gli occhi e osserva: l'abbaglio, il travaglio, è stato tutto uno sbaglio? Poeta, mio mentore, mio unico fra tanti, disdicevole inganno tra mille tradimenti, pervadi di speranza il mio sconforto  che si adagia cupo nel tuo ricordo.

Luna calante

Sai di rabbia sommessa, di battaglia già persa sai sembrare migliore, sai piegare il tuo onore. Per non dimenticare i giorni chiusi nel silenzio, le notti bianche a viso aperto tra pareti buie che non conosco. E il resto del mondo frenetico prosegue, e la vita là fuori continua a mordere. Non c'è più ruggine sulla pelle né colla secca tra le palpebre, di chi dorme e non commenta la maledizione che lo perseguita, di chi sa fare finta di niente mentre la luna stanca riprende a scendere.