Kafka
Stira le gambe e trema perché nulla sarà mai come prima, nel tuo letto di rose ora dimora insetticida. Senti il corpo perdere la sua forma per scivolare lento nel nulla. Sono le tue languide note a soffocare le mie giornate. Ora chiudi gli occhi e osserva: l'abbaglio, il travaglio, è stato tutto uno sbaglio? Poeta, mio mentore, mio unico fra tanti, disdicevole inganno tra mille tradimenti, pervadi di speranza il mio sconforto che si adagia cupo nel tuo ricordo.