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Visualizzazione dei post da novembre, 2008

Agorafobia

Stiamo davvero assassinando il pianeta o è il pianeta che sta cercando deliberatamente il suicidio? L'ergonomia del nostro futuro ci sfugge di mano e i sogni collassano come stelle morte. La tua anima atarassica non è più capace di piangere e si nutre di contestazioni, sommosse e ribellioni per piacerti e per farti piacere gli altri, perché ormai tutto è duro da digerire. Abdichiamo a favore dei posteri, qui per ora abbiamo combinato abbastanza disastri. E il cielo è scuro e ci rivolta gli stomaci, ci svuota dagli acidi degli psicofarmaci. Se solo fossimo in due a vederlo sarebbe più semplice amarci.

Milano Mon Amour

A Milano quando esce il sole fanno male gli occhi, perché non sono più abituati alle luci naturali, ma solo alle intense strobo di rave e disco night alimentati ad anfetamina. A quel tenue color grigio impiccato che ti sovrasta inalterato da mattino a sera, e ti chiedi sempre che ore sono e come abbiamo fatto a sopravvivere ad Hiroshima, che quando alzi gli occhi al cielo piove cenere. A Milano la solitudine è un optional alla portata di tutti, a chi ha il mutuo da pagare, l'automobile da mantenere, le bollette che c'è da litigare e i figli da (dis)istruire. A Milano il cinema muto è l'attualità, l'autoritratto di una cittadinanza sfiancata da parole vacue ma cariche di sex appeal, per farti percepire le sfumature del bianco e nero. E le persone che incontri per strada, fantasmi nella penombra di un colosso industriale, si nutrono di odio e cocaina, sushi e codeina. Non sorridere. Milano ti uccide e poi ti lusinga col veleno. Sedato a morfina non sarai più la minaccia p...

Proteggimi ancora

Viaggio per la città e medito sulle coincidenze, come mai col tempo si spengono i lampioni e le finestre chiuse si frantumano? Il piccolo mondo antico è solo nella mia testa e vola via. Sorridevo solo nelle foto di quando avevo quattro anni, sorridevo sempre nelle foto quando avevo quattro anni. Che poi cresci e non ci compari neanche più nelle foto. Ora non ho più occhi per sognare, ma un'estrema esigenza di valore. Il disastro imminente si annida negli angoli e io mi premio di giornate inutili. Qualcosa andrà meglio, ma nel frattempo affogo in un cimitero di anime spente e votate al martirio ad attendere un segnale che non giungerà mai. Mi sento a casa solo nei tuoi occhi che mi fanno da scudo contro gli estranei, mentre in volo la speme semina disordine.