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Visualizzazione dei post da febbraio, 2009

La prossima volta non ci sorrideremo

Sradichiamoci via l'asfalto che ci cammina sotto le scarpe, con le suole consumate dal passo quotidiano e i nostri calici che si toccano nell'attesa di un nuovo incontro. Cementiamo le nostre paure per affrontarle forse più in là, mentre i tuoi sbalzi d'animo sublimano i miei lamenti di un'ottava stonata. Isterica, una serata storta in linea con tutto quello che mi capita, subisco parsimoniose effusioni in pubblici spazi decrepiti. Come pretendiamo di sorprenderci, di riconoscere il motivo che fa da colonna sonora a questo inverno ormai stanco di essere vissuto per caso. Allora portamelo un motivo, componilo se non esiste, rendi giustizia al mio credo. Perché si muore una volta sola, o almeno questo è quello ci dicono. Ma quando sorridi al vento ti si scompigliano gli occhi, ed io mi perdo in te.

Perdendoti ancora

Una vita in fuorigioco a litigare col guardalinee una volta al mese, è quello che ci aspetta ogni volta che giriamo l'angolo. Quel dannato angolo piegato a fondo pagina. E ogni volta mi dici che sto bene, e di cosa ti lamenti, e guarda che tutti hanno i loro problemi, e sei giovane e hai tutta la vita davanti. Ma io non voglio passare una vita a confrontarmi con gli altri, io non mi sento libera di abbandonarmi a pensieri frivoli. Ti cerco per istinto di sopravvivenza, ma con il radar e i motori in avaria, ti perdo sempre. La nostra combustione si estingue e allora voltiamo la carta per cortesia, una luna nuova ascende e il tuo sguardo torna a mostrarsi solo pura follia.

Comizi d'amore e petrolio

Guardavo la morte di Pasolini, sentivo l'orrore del terrorismo di quegli anni, la lotta armata e l'anarchia pacifica nelle parole sussurrate dagli intellettuali dell’epoca. Il complotto dietro al complotto, dietro di te, girati e mani in alto. Non siamo nati per essere immortali ma continuiamo ad immortalarci nei gesti e nelle foto delle sbronze in compagnia, gli autoscatti della vita che scorre, disarcionando gli argini del quieto vivere che si nasconde dentro ai piumoni asciugati male. Io non sono come tu mi vuoi ma vorrei essere libera di rinfacciartelo. Fidarsi della gente comporta rischi incalcolabili, molotov invisibili sui nostri cuori avidi. Barcolliamo tra i sobborghi incorniciati male e appesi storti alle pareti dell’esistenza. Apparteniamo al passato, siamo solo comparse sottopagate di un futuro che non esiste.