Post

Visualizzazione dei post da settembre, 2025

E la terra sotto ai piedi improvvisamente scompare

Immagine
Sola e soltanto un’ora tra te e il resto del mondo trascurabile che là fuori giudica. Apro gli occhi e cerco in ciò che hai intorno un distanziatore emotivo per sopravvivere al tuo sorriso, meta desiderata e fonte inevitabile di guai. Un diversivo inutile. L’attesa immensa divora lo stomaco. Vibrazioni di assestamento interiore, risonanze ciniche di un passato fin troppo familiare. Resto attonita dallo scorrere del tempo a tratti immobile, ma il sangue nelle vene continua a scorrere. Mentre il suono della tua pelle sopra la mia riscalda l’aria, e le tue mani, le tue mani come per magia riaccendono i colori. Insolitamente mi aspetto che accada qualcosa di bello, insieme al terremoto che ci travolgerà entrambi.

Il primo volto del mattino

Immagine
È così che un giorno ci svegliamo e siamo come sospesi, fili ricoperti di brina, con l’assedio nel cuore. Una promessa infranta da un desiderio impronunciabile che rende le labbra morbide.  Vorrei aprirmi davanti ai tuoi occhi magnetici che vedono oltre la tela che mi sono tessuta davanti, e lasciarmi andare al senso di appartenenza reciproca che riempie la stanza ogni volta che restiamo soli. Ma forse in un’altra vita riusciremo a toccarci. Forse in un’altra lingua riusciremo a parlarci. Forse diventeremo una cosa sola, forse non ci abbracceremo mai. Forse solo il destino saprà cosa fare con noi.  Resta pesante il fatto che il primo volto del mattino sei tu, anche se distante, anche se mai accanto. Così dalle ceneri prende vita nel petto una fenice che immensa spiega le ali, ma nessuno sa ancora chiamarla per nome.