Il primo volto del mattino

È così che un giorno ci svegliamo e siamo come sospesi, fili ricoperti di brina, con l’assedio nel cuore. Una promessa infranta da un desiderio impronunciabile che rende le labbra morbide. 

Vorrei aprirmi davanti ai tuoi occhi magnetici che vedono oltre la tela che mi sono tessuta davanti, e lasciarmi andare al senso di appartenenza reciproca che riempie la stanza ogni volta che restiamo soli.

Ma forse in un’altra vita riusciremo a toccarci. Forse in un’altra lingua riusciremo a parlarci. Forse diventeremo una cosa sola, forse non ci abbracceremo mai. Forse solo il destino saprà cosa fare con noi. 

Resta pesante il fatto che il primo volto del mattino sei tu, anche se distante, anche se mai accanto. Così dalle ceneri prende vita nel petto una fenice che immensa spiega le ali, ma nessuno sa ancora chiamarla per nome.




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