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Visualizzazione dei post da novembre, 2004

Petali d'ipocrisia

Forse spengo parole al chiarore della luna, ma non trovo il coraggio di indossare la notte, mendicante di ore che attende un raggio di malinconia. Vendo sogni al mattino per comprare l'ultimo spicchio di sole che sempre mi è stato negato. Combatto una guerra che non sono in grado di affrontare e il nemico deride il mio passo insicuro oltre la trincea. Servo un padrone che non lascia al tempo tregua e costretta da catene proseguo la sua causa. Dove mi ha portata la nebbia dell'aurora? In un campo minato di falsità trovo il mio corpo, privo di ogni luce e volontà giace. Strappo i petali al domani rivendicando la sua morte e una seconda occasione mi è concessa. Ora vagabonda la mia anima in territori lontani, e la luce della città infastidisce i miei sensi. Come un fantasma immobile la mia presenza incombe, offuscando la notte.

Di velluto blu spoglia

Penso, vagabondando per la spiaggia deserta. Un brivido di insonnia s'impossessa del mio passo e stanca ritempro lo spirito fantasticando. Sciolti dalle catene i desideri volano e oltre si infrangono su di una barriera invalicabile. Risplendo di tanto zelo ma appassisce l'intuito mentre tornano natie paure a infastidire il sonno. Rimedio, cerco invano il tuo sapore, all'ombra di un passato nascondi il tuo colore. Contemplo la tua assenza e forse capisco...capisco come un altro giorno potrebbe rivelarsi in eccesso. Suona l'aurora, il rintocco è fatale, e l'ultima ora assume un tono così naturale. Cerco riparo dall'incessante ripetersi degli eventi e il tuo tetro giaciglio attira i miei storditi sensi. Nel velluto blu che culla il tuo sorriso, trovo il mio destino condannato e scivolo, tra strappi e pieghe conturbanti, attendendo ansiosamente di incontrarti. Ma il tuo incontro è distante e il tuo sguardo inafferrabile, e la luce del sole ormai alto, rende vana la ...