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Visualizzazione dei post da luglio, 2003

L'ultima dimora

Donami un sorriso per giustiziare i miei sogni, perché ciò per cui vivevo non ha mai creduto in me. Parlami fino a stordirmi del tuo mondo incantato, ma trascinami lontano da questa apparente serenità. Strappami di dosso la speranza che testarda non vuole abbandonare questo giardino viziato, un cimitero impotente dove trovare l'ultimo tassello di un mosaico interrotto. Dammi la tua accetta, devo sezionare il mondo, ho bisogno di dare un ordine a questo vivere malato che solitario si allontana dalla vita abbracciando sprezzante la morte, e ogni volta inciampa in un ostacolo invisibile, ed è pervaso dal torpido desiderio di vivere, ancora.

Insurrezione

Il richiamo stanco della vita mi riportava nuovamente sull'orlo del mio dolce tormento, ma ritardava... e il suono dell'illusione si cospargeva di leggeri chiaro-scuri verbali. Un'immagine suadente mi trascinava indietro nel tempo, valicando i confini dello spazio fino a raggiungere la rottura straziante di qualcosa di inetto, incomprensibile forse per un'anima legata alla consuetudine, alla scrupolosa uniformità del divenire umano. Orizzonti inesplorati mi si aprivano dinanzi, celati dietro fiumi di belle parole falsificate dal tuo ego: il solito dolce sorriso che ancora mi dimora nel cuore.  E con immane disprezzo rinnego persino la più remota possibilità di incontrare ancora felicità lungo il mio declino. Mordendomi la lingua per non confessare, soffocando il cuore per non lasciarmi andare.  E pareva che una parte di me ricevesse anche un certo beneficio osservando la scena patetica di quell'auto ammutinamento.

Chimera

Un'altra volta mi sono persa in quella familiare voragine di ricordi. Ambiziosi desideri si accavallano in un attimo nella mia mente, ormai annacquati dalla sfarzosa dimensione dell'essere, avido di sè. Posati per un attimo infinito nella scatola nera delle occasioni perse. La bestia furiosa che dimora in me riprende in un istante il sopravvento mentre incombi, di nuovo, come un macigno, sui miei sensi intorpiditi. Ricordo solo il tuo sorriso in un lontano pomeriggio d'estate soffocato tra mille insostenibili perchè. Solo un'ombra ripercorre oggi il tuo sentiero, e il remoto desiderio di qualcosa di indefinibile, come un lungo distacco tra due sequenze adiacenti, prende vita nel mio stesso delirio insaziabile del vuoto di te. Lentamente mi consumi sino a dissipare ogni minima speranza di emersione.   

Idrofobia

Dolce illusione di qualcosa di-sperato di-sperso nell'immensità del futile intento a inseguire l'assurdità nel caso. Spinto alla scoperta dell'Io più nascosto, vecchio, insipido, tremante di rabbia per tutto ciò che ora è rimpianto. Convinto da quella visione isterica di poter proseguire nel tuo progetto di annientamento globale. Dove il tempo per pensare è scaduto e non si ha più l'occasione di sbagliare. Per questa volta l'unica uscita è sbarrata, ma nessuno potrà smettere di giocare. Ancora resistono quesiti irrisolti che prima o poi qualcuno dovrà domare.

Il precipizio

L'oceano intorno a me si disperdeva. La serenità con la sua luce, svaniva. Nella fine dell'abisso mi sentivo immersa e risucchiata sul fondo ripercorrendo a mente la barriera che ancora mi divideva dal mondo. Nuotando in quella melma fangosa mi resi conto di quanto in basso fossi sprofondata. Udivo lamenti lontani, soffocati tra grida di gioia: la solita maschera che ricopre ogni cosa. Per redimere il dolore può bastarmi una parola.

Diana blu

Sforzo disperato alla ricerca della quiete, macabra visione di una distesa deserta di sogni, mentre le nuvole cariche di speranza vengono spazzate via dal vento del nord alimentato d'odio e tristezza. Mentre il fumo amaro della tua sigaretta mi corrodeva il cuore nostalgico. L'aveva uccisa.