Insurrezione
Il richiamo stanco della vita mi riportava nuovamente sull'orlo del mio dolce tormento, ma ritardava...
e il suono dell'illusione si cospargeva di leggeri chiaro-scuri verbali.
Un'immagine suadente mi trascinava indietro nel tempo, valicando i confini dello spazio fino a raggiungere la rottura straziante di qualcosa di inetto, incomprensibile forse per un'anima legata alla consuetudine, alla scrupolosa uniformità del divenire umano.
Orizzonti inesplorati mi si aprivano dinanzi, celati dietro fiumi di belle parole falsificate dal tuo ego: il solito dolce sorriso che ancora mi dimora nel cuore.
E con immane disprezzo rinnego persino la più remota possibilità di incontrare ancora felicità lungo il mio declino. Mordendomi la lingua per non confessare, soffocando il cuore per non lasciarmi andare.
E pareva che una parte di me ricevesse anche un certo beneficio osservando la scena patetica di quell'auto ammutinamento.