E la terra sotto ai piedi improvvisamente scompare

Sola e soltanto un’ora tra te e il resto del mondo trascurabile che là fuori giudica. Apro gli occhi e cerco in ciò che hai intorno un distanziatore emotivo per sopravvivere al tuo sorriso, meta desiderata e fonte inevitabile di guai. Un diversivo inutile. L’attesa immensa divora lo stomaco. Vibrazioni di assestamento interiore, risonanze ciniche di un passato fin troppo familiare. Resto attonita dallo scorrere del tempo a tratti immobile, ma il sangue nelle vene continua a scorrere. Mentre il suono della tua pelle sopra la mia riscalda l’aria, e le tue mani, le tue mani come per magia riaccendono i colori.

Insolitamente mi aspetto che accada qualcosa di bello, insieme al terremoto che ci travolgerà entrambi.





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