Milano Mon Amour

A Milano quando esce il sole fanno male gli occhi, perché non sono più abituati alle luci naturali, ma solo alle intense strobo di rave e disco night alimentati ad anfetamina. A quel tenue color grigio impiccato che ti sovrasta inalterato da mattino a sera, e ti chiedi sempre che ore sono e come abbiamo fatto a sopravvivere ad Hiroshima, che quando alzi gli occhi al cielo piove cenere. A Milano la solitudine è un optional alla portata di tutti, a chi ha il mutuo da pagare, l'automobile da mantenere, le bollette che c'è da litigare e i figli da (dis)istruire. A Milano il cinema muto è l'attualità, l'autoritratto di una cittadinanza sfiancata da parole vacue ma cariche di sex appeal, per farti percepire le sfumature del bianco e nero. E le persone che incontri per strada, fantasmi nella penombra di un colosso industriale, si nutrono di odio e cocaina, sushi e codeina. Non sorridere. Milano ti uccide e poi ti lusinga col veleno. Sedato a morfina non sarai più la minaccia per nessuno. Questo paese dev'essere diventato un enorme mercato del pesce, perché c'è odore di marcio ovunque.

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