Guardavo il mare per non perdermi

Ricominciamo a fotterci le vene e sentire stridenti i raggi del sole sulla pelle, screpolandoci il cuore per riuscire a dormire la notte, e morire ogni giorno una lacrima in più. 

Riuscirò a trascrivere i tuoi pensieri nelle onde del mare, increspando i desideri nei momenti di noia. Soffierò lontano le leggi sociali, del quieto vivere, del pudore, del caos. Soddisfazioni latenti, reticenti ingiurie, la storia della tua vita condensata in uno spot pubblicitario. Ti laverò gli occhi dalle polveri sottili, dalla malinconia degli anni che sarebbe valsa la pena di vivere insieme.

Guardiamo in faccia la precarietà e continuiamo ad ingoiare macigni, mentre i grandi archetipi del passato si svuotano di memoria.

(Ed in questo terremoto di istanti, divenuto il mio castello magico, la mia mente è in loop su di te).

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