Sai che anche le stelle cadono
Un peso grava e opprime, demeritata condanna. Un silenzio abusato dalle macerie del tempo e incenerito al sole, attimi di coinvolgimento e poi distanziati e fugaci arrivederci, in punta di mani, coi palmi sanguinanti. In punta di piedi entro nel locale cercando altre prove per provare a me stessa che avevo ragione, non ne sentivo realmente la necessità. E intanto gli organi si disintegrano uno ad uno, scaduti ancora sigillati. L'attuale lotta tra il nuovo e l'usato, il necessario e il non necessitato. Sono in estinzione.
Il mio cristo si è fermato e ora fuma sigarette senza filtro, mentre questo paese è sempre più simile ad un manicomio, tra(s)guardi improbabili e governi malconci, autoritari e autoimponibili. E poi ci dicono che siamo pazzi...continuiamo a parlare da soli, sarà la nostra salvezza.
Fermo a scatti la nostalgia, impressioni nitide incollate storte alle pareti. E il desiderio di lasciarsi andare ad un lungo e sbiadito letargo che sarà sempre più apprezzabile di questa lenta e tormentata agonia che non voglio capire, che non voglio applaudire. Lo spazio tra di noi è un daltonico spasmo dai colori sfalsati e inaciditi dal vento. Sotto ad un cielo vuoto sto ballando un tango sola con la tua voce come riverbero dallo stereo. Sai che anche le stelle cadono, non sarà un caso.