Abisso

Lugubre immagine davanti ai miei occhi, abbasso lo sguardo ed esco, non sarò più in grado di vedere altro. Non meritavo tutto questo, ma hai voluto ferirmi lo stesso, e sempre con maggiore violenza crolla la tua mano su di me. Sono a terra, ad un passo dal blu profondo che mi galleggia nel cuore, dove non sei più tu. Ho un ultimo spasmo, ma lo ricaccio in gola, saprò essere più forte delle tue assurde restrizioni mentali. Almeno questa sera torno a casa da sola, coi miei vuoti di memoria a incorniciare una giornata storta o forse semplicemente morta. E l'immensità che ci divora dall'interno ci soffocherà presto. Quando imparerò ad essere felice sarà già troppo tardi, ma avrò vissuto lo stesso.

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